lunedì 31 maggio 2010

Polvere e Sangue - Brian Freeman

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Quella notte d'estate, l'aria sembrava trattenere il respiro. Tutto era immobile, come in attesa del temporale che di lì a poco si sarebbe abbattuto sui boschi e sul lago. Come se anche il mondo circostante si preparasse all'inevitabile, alla tragedia che avrebbe cancellato un'esistenza e, con lei, la spensieratezza dell'adolescenza. Una notte in cui nel fango si sarebbero mescolati dolore e desiderio, sangue e sudore. Quel 4 luglio del 1977, Laura Starr fu picchiata a morte con una mazza da baseball. Forse non sarebbe successo se Laura avesse dato più peso alle lettere anonime, piene di minacce oscene, che riceveva da più di due mesi. Forse sua sorella Cindy avrebbe potuto proteggerla, se non l'avesse lasciata sola per appartarsi con il fidanzato, Jonathan Stride. E forse il caso sarebbe stato risolto se quest'ultimo, all'epoca diciassettenne, non si fosse lasciato sfuggire il principale indiziato, con il quale si era ritrovato faccia a faccia. Invece la morte di Laura è rimasta un mistero. E a distanza di trent'anni Stride, ormai affermato detective, se la porta ancora dentro come un peso sulla coscienza. Una ferita che si riapre quando in città compare una giornalista che sostiene di essere stata la migliore amica di Laura ai tempi del liceo e di voler scrivere un libro sulla vicenda perché è entrata in possesso di una nuova prova. La riapertura del caso spaventerà qualcuno che farà di tutto pur di tenere sepolti i propri segreti.
Incipit: 4 luglio 1977. Sono arrivata a casa verso mezzanotte. Dal vicinato provenivano ancora fischi e scoppi di fuochi artificiali.
E’ il primo libro che leggo di quest’autore e devo ammettere che mi ha piacevolmente sorpresa!
Si tratta naturalmente di un Thriller, come si evince dal titolo e dalla copertina. La particolarità sta nel fatto che alla fine di ogni capitolo assistiamo ad un colpo di scena, o meglio, alla rivelazione di un tassello in più da aggiungere al mosaico. In tal modo noi lettori affianchiamo il detective Stride e, via via che aggiungiamo un pezzo al puzzle, giungiamo anche noi alle sue stesse conclusioni (che bravi!!!)
Molto piacevole anche il continuo variare dei capitoli. Dal presente al passato, dalla realtà al diario di Cyndi.
Personaggi difficili, mentalmente disturbati, all’apparenza normali, in una piccola cittadina qualunque, bigotta e perbenista.
Darei un bel 7 e mezzo/ 8

“…La saggezza è propria dell’innocenza e dell’esperienza, tenente. Solo il tempo che sta in mezzo ci provoca dei problemi”

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2 commenti:

Aghi ha detto...

mamma mia! Decisamente non è il mio genere! Sono un tipo facilmente impressionabile. Buone letture e baci

Grazia ha detto...

eh!eh! lo so che non è il tuo genere...già immagino la tua espressione leggendo la trama :-))

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