lunedì 10 maggio 2010

CAVE CANEM - Danila Comastri Montanari

Reazioni: 
Il titolo “Cave canem” (attenti al cane) prende spunto dalla scritta che si trova all’ingresso della casa di Gneo Plauzio, ricco mercante di pesce che ha stabilito la sua dimora sul lago d’Averno considerato la porta degli inferi (da qui il pio Enea era disceso per la sua visita ai trapassati…) per via delle sue mefitiche esalazioni di gas solforosi.
E’ proprio qui che Publio Aurelio Stazio si ferma di ritorno da una gita a Baia dalla quale rientra insieme alla simpatica amica Pomponia, il cui nome ne anticipa già le rotonde forme e la solarità di carattere.
Appena giunto nella casa, purtroppo, Aurelio viene a conoscenza di una triste notizia, la morte di uno dei figli di Plauzio, Attico, il quale pare sia scivolato nella vasca delle murene.
Ma le morti non si arrestano perché pare che la famiglia sia sotto l’iflusso di una oscura maledizione che si deduce da un vaticinio e che prevede la morte di tre rami dell’albero del capofamiglia. Ma non anticipiamo il corpo della storia…
Naturalmente Aurelio non è convinto che tali morti siano dei semplici incidenti voluti dal fato e con scaltrezza e attento ragionamento giunge fino alla fine smascherando il colpevole.
A fare da contorno alla storia sono i divertentissimi personaggi che accompagnano Publio Aurelio, uno fra tutti il servo Castore, un ladro alessandrino che il Senatore ha salvato in passato da morte sicura. Sono davvero simpatici i battibecchi tra i due.
Intrigante il sottile legame che si instaura tra la giovane Nevia e il nostro nobile Senatore.
Una caratteristica che mi ha appassionato è l’attenta descrizione degli usi, dei luoghi, delle vesti, dei monili dei tempi. Ho trovato quindi la ricostruzione storica molto accurata e ciò mi ha consentito di apprezzare periodi storici il cui studio scolastico non mi aveva proprio entusiasmato.

Riporto alcuni passi dei quali ho voluto prendere nota:

Ibis, redibis, non morieris in bello! – aggiunse Aurelio. – “Andrai, ritornerai, non morirai in guerra”, fu pronosticato a un poveraccio, che poi, manco a dirlo, ci rimise la pelle. Ai parenti furibondi, l’oracolo spiegò che la profezia andava letta spostando la virgola: “Ibis, redibis non, morieris in bello”. Cioè: Andrai, non ritornerai, morirai in guerra!”

• -E allora? – la interruppe cinico il senatore. – La maggior parte degli omicidi è commessa proprio all’interno delle famiglie. Dove, se non tra le mura di una casa, in mezzo a gente che vive gomito a gomito, si scatenano gli odi più violenti, le passioni più sfrenate?

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Ho cominciato il libro solo questa sera(22 aprile,sto scrivendo a mezzanotte passata) e ho letto il primo capitolo.Rileggendolo sto ritrovando il Publio Aurelio che mi ha affascinato la prima volta che l'ho letto e devo dire che è veramente in gamba.Non ricordo la storia quindi è come se lo leggessi per la prima volta.Per ora ho poco da dire ci sentiamo nei prossimi giorni.

Nico07

Anonimo ha detto...

Mi fa effetto in Cave Canem trovare i termini latini per indicare gli oggetti, mi riporta indietro nel tempo...al liceo classico.
Il libro è carino e "prende"...

Annalisa

Anonimo ha detto...

anche a me piace, mi diverte immergermi in quell'epoca. ho letto il prologo, vedremo in seguito, ma ho grandi aspettative di divertimento.
fino a cap. 3
non mi aspettavo un protagonista così affascinante! e il suo servo mi ricorda arlecchino o groucho di dylan dog... voi che ne pensate?

Conciula

Anonimo ha detto...

@conciula:sto cominciando il 4 cap. e Castore è un "fenomeno" !!! Io l'avevo già letto ma sono contenta di avere deciso di rileggerlo.Vedrai in seguito il servo!!Leggerai anche gli altri come ho fatto io.

Mi piace molto immergermi nell'antica Roma e leggere come vivevano.E poi Publio Aurelio Stazio è MOLTO affascinante;

Nico07

Anonimo ha detto...

Che tipo il nostro detective...un senatore amante delle donne:-))
Carini poi i riferimenti al traffico di Roma e alla corruzione di allora...nonchè agli aiuti non pervenuti agli abitanti dei paesi vicino al Vesuvio...molto attuali, come dire!
Annalisa

Anonimo ha detto...

finito!
ok, un po' avevo immaginato l'assassin*, però devo dire che è ben congegnato... mi è piaciuto abbastanza da cercare la seconda puntata. lo leggeremo insieme vero?
mi sa che mi sono innamorata del senatore, dell'atmosfera romana, di castore... il giuramento su hermes, dio dei ladri è simpaticissimo! e l'idea del vaticinio della sibilla da ridere.

Conciula

Anonimo ha detto...

Ieri sera ho finito il libro e mi sono stupita perchè non mi ricordavo proprio chi era il colpevole,quindi è stata una piacevole riscoperta.Come ho detto sopra mi è piaciuto molto,i personaggi sono fantastici,l'ambientazione mi ha molto affascinata perchè scoprire tante cose degli antichi leggendo un romanzo è più piacevole di quando andavo a scuola.Il glossario delle parole è molto utile anche perchè tante di loro le ritroviamo ai giorni nostri.Io lo consiglio a chi si vuole avvicinarsi a questo tipo di romanzo, perchè scoprirà tante curiosità e si appassionerà alle vicende dei personaggi.E che dire dell'autrice?Io non la conoscevo e ho scoperto una scrittrice che mi ha fatto apprezzare altri tipi di gialli (ho già detto che adoro Miss Agatha?!).Quindi leggete pure tutta la saga non vi deluderà.

Nico07

Anonimo ha detto...

Ma come va a finire la vicenda che mi sto confondendo ???

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