martedì 20 settembre 2011

AMELIA PEABODY E IL SERPENTE SACRO - Elizabeth Peters

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Incipit: gli eventi che voglio raccontare iniziarono un pomeriggio di dicembre quando invitai lady Carrington e le sue amiche a prendere il tè
Seconda avventura per la scoppiettante Amelia Peabody ormai signora Emerson.
I coniugi egittologi vivono nel Kent poiché Amelia ha dato alla luce il piccolo Walter, meglio noto in famiglia come Ramses.
La vita scorre lenta per Amelia e per Radcliffe, a loro mancano le giornate trascorse fra le tombe egizie e le bellissime notti stellate di quei luoghi, ma c’è poco da fare, portare il piccolo in quelle zone è ancora fuori discussione.
Intanto, attraverso i giornali, i due apprendono della morte di Lord Baskerville, uno pseudo-egittologo che stava scavando nei pressi di Luxor e che, pare, avesse trovato una tomba ancora inviolata.
La morte sarà stata causata dalla maledizione?
Radcliffe viene contattato da Lady Baskerville che gli chiede di continuare il lavoro di suo marito. E’ così che insieme ad Amelia, decidono di affidare il piccolo Ramses agli zii, e di recarsi a Luxor.
Molteplici saranno gli incidenti di percorso che mireranno a scoraggiare la spedizione, persino il fantasma di una certa donna in bianco.
Tanti sono come sempre i personaggi che incontreremo nella vicenda e tanti i possibili sospettati, ma, alla fine, Amelia e Radcliffe smaschereranno il colpevole.
Al solito pungenti e divertenti gli scambi di battute tra i due coniugi nonché quelli tra questi ultimi e gli altri personaggi. Amelia e Radcliffe sono dotati di un’ironia sottile e di un certo sarcasmo che fa sorridere di continuo.
Sicuramente una lettura gradevole non con i ritmi serrati ai quali i moderni giallisti ci hanno abituati, ma più simili a quelli dei romanzi della Christie.

Tratto dal romanzo:

*- Solo Allah sa cosa si nasconde in fondo al tuo cuore Habib, il mio occhio non è vigile come il Suo, ma ho i miei dubbi sulla tua redenzione.

* - Ah! L’amore – dissi ironicamente – è proprio vero quando dicono che può redimere anche gli individui peggiori - .
- Dite piuttosto che può istupidire anche gli individui più intelligenti – commentò cupamente Kevin

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