venerdì 18 febbraio 2011

Il privilegio di essere un guru - Lorenzo Licalzi

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More about Il privilegio di essere un guruIncipit: Mi chiamo Andrea Zanardi e sono nato lo stesso giorno mese anno di Tom Cruise. Le differenze tra noi sono sostanzialmente tre, trascurabili; lui vive a Los Angeles io a Genova, lui fa l'attore io l'infermiere, lui ha sposato Nicole Kidman e io no...
Andrea Zanardi è un Casanova in ogni senso. La sua vita si trasforma, lui stesso si trasforma a seconda della donna che intende conquistare e, appena riesce ad ottenere i favori di quest'ultima, il suo interesse svanisce immediatamente e lui si ritrova ad inventare le scuse e le situazioni più assurde per riuscire a tornare al proprio stato libero.
Ciò che lo attrae, quindi, è il piacere della conquista e, a tale scopo, ogni volta, lui diventa "l'uomo ideale" per ciascuna delle donne che punta.
Diventa un no-global per la donna emancipata, un guru per la spiritualista zen e così via.
La narrazione è davvero esilarante. Non avevo mai letto nulla di Licalzi e l'ho trovato fantastico.
Il suo modo di trattare con ironia tutti i luoghi comuni di oggi, i comportamenti stereotipati e ridicoli di alcuni uomini che si definiscono "cacciatori di successo", la filosofia orientale spicciola attraverso la quale molti "ignoranti" in materia pensano di raggiungere una posizione interessante agli occhi degli altri.
Un libro da leggere per sorridere e ridere, ma anche per riflettere sulla superficialita dei giorni nostri.
Meraviglioso il personaggio di Saro, uomo di scarsissima cultura, ma di grandissima saggezza (a suo modo e non sempre però...)
Alcuni passi:
*Per strada mi giro a guardare le donne, non tutte le donne, ma quelle che vale la pena guardare, se sono in macchina le osservo con attenzione nello specchietto retrovisore finchè non spariscono dal mio campo visivo, o finchè non tampono.
*Maria era come mi aspettavo che fosse: ingenua, insicura, influenzabile; di cultura medio bassa ma con velleità intellettuali, quattro caratteristiche queste che, se ben miscelate, conducono spesso al fervore spirituale di bassa lega, acuto o cronico, a seconda della prevalenza dei componenti.
*Gli amici di Maria abitavano al Biscione, un cupo palazzone di mille miliardi di metri cubi di cemento sulle alture di Marassi, da dove però, con un bel telescopio, si poteva vedere lo stadio, o la luna, a scelta, tanto erano distanti uguale.
*Le ho raccontato centodue storie zen. Una me la sono inventata io (quella di un monaco che stava seduto sulla riva di un fiume ad aspettare che passasse il cadavere del nemico e che, nonostante il misticismo, si scopava tutte quelle che nel frattempo gli capitavano a tiro, ma solo se erano ancora vive. In pratica una rivisitazione in chiave zen della vecchia cara massima occidentale "basta che respirino")
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