Questo è l’argomento del quale due coppie di genitori olandesi dovranno discutere durante una cena organizzata presso un ristorante di lusso.
La cosa che però ci spiazzerà sarà il fatto che inizialmente tutto si concentrerà quasi esclusivamente sull’etichetta, sul maitre e sul menù, per poi spostarsi sulla salute mentale del protagonista-voce narrante nonchè genitore, Paul.
Il lettore non viene messo a parte dell’esatta patologia che affligge Paul, ma si riesce ad afferrare il fatto che quest'ultimo ha spesso dei comportamenti violenti improvvisi e incontrollabili.
Forse per questo non sarà poi il comportamento di Paul, bensì quello di tutte le altre persone “sane” che lo circondano, che provocheranno una reazione di sbigottimento in chi leggerà questo romanzo (che pare sia stato tratto da un reale fatto di cronaca avvenuto in Spagna).
Magari alla fine proprio la persona considerata da tutti la più superficiale e insignificante, sarà quella che saprà tenere un comportamento più razionale e civile.
Quello che ci si chiede alla fine è: che cosa si è disposti a fare pur di mantenere "l'idea" di una famiglia felice, insomma fino a quanti metri sotto la sabbia saremmo disposti a sotterrare la nostra testa pur di non guardare in faccia la realtà?
Man mano che si procede nella lettura il quadro si compone in maniera sempre più chiara e, alla fine di tutto, tanti piccoli dettagli, magari trascurati in un primo momento, ci salteranno alla memoria come fondamentali.
Lo stile è scorrevole, nonostante l’argomento trattato, ma mai banale.
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